Intelligenza emotiva: Video e prefazione in italiano

“Intelligenza Emotiva” di Daniel Goleman è un libro che a mio avviso dovrebbe essere letto da tanti.

Sopratutto genitori con figli piccoli o grandi per insegnare loro a comprendere e gestire le proprie emozioni e nel creare empatia col mondo.

 

Ciao, sono Marco Venturi e dalla passione sull’uso efficace della mente e lo sviluppo personale ho creato un’attività e una comunità con migliaia d’iscritti.

Condivido spunti, idee e risorse online e riassumo su mappe mentali interi ebook o libri per essere più efficaci e liberi (sopratutto da noi stessi). PS, al momento ho oltre 25 pubblicazioni su Amazon e 800 Mila visualizzazioni mensili su Pinterest. Puoi contattarmi qui.

A breve troverai la Prefazione del libro che riassume in modo scientifico ciò che da anni ritengo importante condividere, l’amore per se stessi e per gli altri e la capacità di relazionarsi.

E questo inizia da un buon impegno dei genitori.

Come al solito troverai alcuni link per approfondire i concetti…

 

Intelligenza Emotiva: che cos’è e perché può renderci felici

Daniel Goleman

PREFAZIONE ALL’EDIZIONE ITALIANA

Ho scritto “Emotional Intelligence” in un momento in cui la società civile americana si dibatteva in una crisi profonda, caratterizzata da un netto aumento della frequenza dei crimini violenti, dei suicidi e dell’abuso di droghe come pure di altri indicatori di malessere emozionale soprattutto fra i giovani.

Il mio consiglio per guarire questi mali sociali era di prestare una maggiore attenzione alla competenza sociale ed emozionale nostra e dei nostri figli, e di coltivare con grande impegno queste abilità del cuore.

Dai miei amici italiani apprendo che anche nel loro paese la società mostra alcuni segni iniziali tipici di una crisi simile a quella americana.

Pertanto, il mio consiglio per l’Italia è esattamente lo stesso, in questo caso però come misura preventiva e non come antidoto. Ho anche appreso dai miei amici che in Italia si percepiscono i primi segnali ammonitori di un’alienazione sociale e di una disperazione individuale che, se non controllati, potrebbero un giorno portare a lacerazioni più profonde del tessuto sociale.

Nei paesi europei, la tendenza generale della società è verso un’autonomia sempre maggiore dell’individuo, che a sua volta porta a una minor disponibilità alla solidarietà e a una maggiore competitività (che a volte può diventare brutale, come si comincia a constatare negli ambienti universitari e in quelli di lavoro); tutto questo si traduce in un aumentato isolamento e nel deterioramento dell’integrazione sociale.

Questa lenta disintegrazione della comunità, insieme a uno spietato atteggiamento di autoaffermazione fanno la loro comparsa in un momento in cui le pressioni economiche e sociali richiederebbero piuttosto un aumento della cooperazione e dell’attenzione verso gli altri e non certo una riduzione di tale disponibilità.

Insieme a questa atmosfera di incipiente crisi sociale, ci sono anche i segni di un crescente malessere emozionale, soprattutto fra i bambini e i giovani. Ciò che colpisce in modo particolare è l’impennata della violenza fra gli adolescenti; si pensi al giovane che massacrò i genitori a martellate per ereditare il loro patrimonio, o al gruppo di adolescenti che uccisero un amico per derubarlo e passare un fine settimana al mare.

Questa tendenza, insieme al generale aumento di atti violenti privi di senso soprattutto omicidi di donne e bambini contribuisce a completare un quadro molto triste dal quale emerge che, fra i paesi industrializzati, l’Italia è seconda solo agli Stati Uniti per la frequenza di omicidi.

Tutto questo indica che alcuni minorenni italiani stanno avviandosi all’età adulta con gravi carenze relative all’autocontrollo, alla capacità di gestire la propria collera, e all’empatia.

Aggiungete a questo crescente clima di violenza il fatto che l’Italia, come gli altri paesi del mondo industrializzato, sta sperimentando un aumento dell’incidenza della depressione che ha costantemente interessato tutto il nostro secolo.

Per i nati dopo il 1945, ad esempio, la probabilità di andare incontro, una volta nella vita, a un grave episodio di depressione è più che tripla rispetto a quella dei loro nonni.

Sebbene l’Italia abbia uno dei tassi di suicidio più bassi, negli ultimi vent’anni si è assistito a una netta impennata, soprattutto fra i disoccupati, le vere vittime della situazione economica.

Se a tutto questo si somma anche l’aumentato uso di droghe e di morti legate alla tossicodipendenza, si ottiene un quadro che mostra l’Italia pervasa da problemi laceranti, in preda a un crescente malessere. Uno dei motivi può essere che, in Italia come altrove, l’infanzia non è più quella di un tempo.

I genitori, rispetto ai loro padri e alle loro madri, sono oggi molto più stressati e sotto pressione per le questioni economiche e costretti a un ritmo di vita assai più frenetico; dovendosi confrontare dunque con una nuova realtà, hanno probabilmente un maggior bisogno di consigli e di guide per aiutare i propri figli ad acquisire le essenziali capacità umane.

Tutto questo suggerisce la necessità di insegnare ai bambini quello che potremmo definire l’alfabeto emozionale le capacità fondamentali del cuore.

Come negli Stati Uniti, anche in Italia le scuole potrebbero dare un positivo contributo in tal senso introducendo programmi di “alfabetizzazione emozionale” che oltre alle materie tradizionali come la matematica e la lingua insegnino ai bambini le capacità interpersonali essenziali.

Oggigiorno queste capacità sono fondamentali proprio come quelle intellettuali, in quanto servono a equilibrare la razionalità con la compassione.

Rinunciando a coltivare queste abilità emozionali, ci si troverebbe a educare individui con un intelletto limitato: un timone troppo inaffidabile per navigare in questi nostri tempi, soggetti a mutamenti tanto complessi. Mente e cuore hanno bisogno l’una dell’altro.

Oggi è proprio la neuroscienza che sostiene la necessità di prendere molto seriamente le emozioni. Le nuove scoperte scientifiche sono incoraggianti.

Ci assicurano che se cercheremo di aumentare l’auto consapevolezza, di controllare più efficacemente i nostri sentimenti negativi, di conservare il nostro ottimismo, di essere perseveranti nonostante le frustrazioni, di aumentare la nostra capacità di essere empatici e di curarci degli altri, di cooperare e di stabilire legami sociali in altre parole, se presteremo attenzione in modo più sistematico all’intelligenza emotiva potremo sperare in un futuro più sereno…..

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Stammi al Meglio ciao Marco

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L'autore: Marco

Sono Marco Venturi. Docente, ricercatore e imprenditore online. Su www.latuamappa.com condivido idee e mappe mentali per essere più efficaci, sereni e liberi (sopratutto da se stessi :)  

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