L’insegnante che non avrei mai voluto essere

Le caratteristiche dell’insegnante perfetto che tutti avremmo dovuto avere.

 

In un periodo in cui la familia spesso non esiste o da esempi sbagliati, in cui la società reclamizza il peggio il ruolo dell’insegnante diventa fondamentale per l’educazione, il rispetto e la sana crescita delle persone di domani. 
Un’aneddoto

A metà degli anni 80, insieme al mio amico Luca andiamo a lezione di batteria da un famoso insegnante della zona. Luca era già allievo del noto jazzista ed anche io valutavo l’idea di prendere lezioni dal migliore.

Entriamo nella cantina dove il maestro dava lezione, appena arrivati lui ci saluta velocemente e subito si mette ad improvvisare alla batteria.. resto davvero stupito dalla sua libertà tecnica, dalle idee che riusciva ad aggiungere tra un groove e l’altro. Si muoveva con tale agilità e velocità tra piatti e tamburi da far sembrare tutto facile… non lo era affatto.

Sudava come un rubinetto che perde e senza mai fermarsi continua così per 40 minuti… io dopo appena 5 minuti avevo l’occhio destro che mi tremava, ti lascio immaginare la mia espressione dopo 40 minuti di interminabile solo….

Poi si ferma, si tampona su un asciugamano che secondo me implorava pietà da tempo e lascia suonare Luca (visto che era l’0ra che stava pagando) per soli 15 minuti. Mentre  finiva lo studio lo ferma per mancanza di tempo e per ascoltare me…
Mi porge le bachette e dice: Fammi sentire cosa sai fare…

Mi siedo alla batteria, con timidezza eseguo alcune parti che avevo preparato, lui mi guarda subito con sufficienza, si accende un sigaro e parla con Luca mentre suono, immagino si aspettasse di meglio ma arriva già il prossimo allievo quindi è ora di stringere… Mi chiede se sono intenzionato a prendere lezioni, gli rispondo che sono interessato. La sua risposta è inaspettata.. Guarda coso.. mi dice… per me puoi anche andare aff…… fammi sapere ciao.

Così facendo si mette alla batteria e riparte col solo mentre il nuovo allievo si siede ed aspetta il suo turno… Secondo te sono poi andato a lezione da questo favoloso musicista?…. No, in quell’occasione ho ascoltato un dimostratore ma è mancato quello che cercavo, un insegnante.

“Il maestro arriva quando l’allievo è pronto?…”

Uscendo dalla cantina, la prima cosa che ho ripetuto a me stesso era che semmai un giorno avessi insegnato, quello sarebbe proprio l’insegnante che mai avrei voluto essere.

Questa esperienza mi è stata davvero utile per comprendere che spesso gli ottimi player, musicisti o artisti in genere non è garantito che siano dei buoni maestri. Inoltre aggiungerei che spesso sono proprio questi talenti fuori dalla media che danno per scontate le regole basilari e fondamentali di rispetto e di una buona formazione.

L’insegnante che merita la mia attenzione deve cercare le mie attitudini e capire come migliorarle, deve farmi vedere i miei errori dandomi soluzioni per risolverli. Ora, a distanza di oltre 35 anni sono quasi 30 anni che insegno e sono fiero che nessuno dei miei allievi sia mai uscito dall’aula con la stessa sensazione.

L’insegnante che tutti noi insegnanti dovremmo essere è colui che ama il proprio lavoro, che si inventa un modo semplice e divertente per rendere interessante qualcosa che non lo è, l’apprendimento. E’ l’insegnante che ascolta le richieste e le soddisfa anche se richiede più impegno di quello per cui è pagato, che coinvolge gli allievi a dare il meglio di sé motivandoli e confortandoli invece che denigrandoli davanti agli altri.
Deve saper:

L’insegnante che adoro essere io è colui che ha un’aspettativa superiore di quella che OGNI allievo ha di sé, che crede nella sua riuscita e lo dimostra con mille atteggiamenti.

E sai cosa succede con gli allievi di cui hai stima?... Imparano a fidarsi prima di te e poi di loro stessi. Questo, secondo me è il docente di cui c’è un gran bisogno oggi.

“Per insegnare bisogna emozionare, molto pensano ancora che se ti diverti non impari. Maria Montessori”

Immagine da Fortunato Giorgi

Stammi al Meglio ciao Marco

 

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L'autore: Marco

Sono Marco Venturi. Docente, ricercatore ed imprenditore online, autore del blog www.latuamappa.com sul quale condivido articoli e prodotti, ebook e varie mappe mentali riguardanti il benessere psico-fisico, la crescita personale e professionale.Obiettivo del sito?..  Allenarci ad essere più felici, realizzati e liberi (sopratutto da noi stessi :)

5 COMMENTI

  1. Ciao Marco sono insegnante alle medie di Verona e voglio spezzare una lancia a favore di tutti noi che facciamo questo purtroppo ingrato lavoro….
    Nulla e ripeto nulla è dalla nostra parte, l’istituzione scolastica è inesistente, i genitori sono i padroni in direzione e noi siamo costretti ad inventarci di tutto…
    Entro in classe preoccupata ed esco con il mal di testa…..

    • Approvo ogni parola di Serena. Condizione inaccettabile.

    • Ciao Serena, capisco la tua situazione che rispecchia quella di tanti docenti oggi.
      Il problema secondo me è a monte, la pesante mancanza di regole morali non trasmesse ai figli entro i primi 5/6 anni.
      Purtroppo già dall’ultima generazione diverse famiglie non sanno dare regole ai bambini, l’amore vero si dimostra anche con dei fermi no che sono stati sostituiti da tablet e smartphone per mancanza di tempo ed interesse. Questo libera i genitori da impicci ma carica i bambini di rabbia per mancanza di amore, di attenzione nei loro confronti.
      E un bambino che vuole la tua attenzione ha un solo modo per chiederla, sfinirti.
      Le scuole elementari impiegano 5 anni a calmare gli istinti ribelli di alcuni di questi. Dalle medie in poi questi sfortunati bambini sono in balia di ormoni e rendono la vita degli insegnanti impossibile…
      La cura (non facile a questo punto) secondo me sarebbe di parlare molto con loro dando esempi diversi da quelli che hanno ricevuto, dimostrando attenzione e collaborazione, coinvolgendoli con rispetto ma pretendendo responsabilità…
      PS: Se il consiglio può aiutarti ti svelo che io parlo e tratto tutti i miei allievi (sopratutto i piccoli) come adulti e loro prima o poi si comportano come tali…
      Ogni insegnante oggi è uno psicologo che prima aiuta e poi se riesce educa…

      Un Abbraccio ciao Marco

  2. Ciao Marco sono un genitore e dico che sarebbe davvero bello se fosse così semplice..
    Grazie per il supporto
    Gioia

    • Ciao Gioia, hai perfettamente ragione, sarebbe davvero bello ma purtroppo alcuni fattori non sono in nostro controllo…

      In simbiosi alla mia personale opinione che ho dato a Serena, vorrei aggiungere che in 30 anni di rapporto con allievi ed insegnanti ho dedotto due cose che credo fondamentali per la crescita di bambini ed adolescenti sani.
      1- Alcuni genitori dovrebbero smettere di fare gli eterni giovani e volersi dedicare hai propri figli con amore e rispetto…
      2- Alcuni insegnanti non dovrebbero essere in aula davanti ai nostri figli…

      In entrambi i casi è egoismo.

      Un Abbraccio ciao Marco

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