L’Autosservazione

L’autosservazione di Anthony de Mello

Biografia https://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_de_Mello

Padre de Mello nacque a Santa Cruz, un sobborgo di Mumbai in India. Entrò a far parte della Compagnia di Gesù nel 1947, all’età di sedici anni non ancora compiuti. Venne in seguito trasferito, e da allora viaggiò in parecchi paesi per studiare e più tardi per insegnare, principalmente in Spagna e negli Stati Uniti, dove diventò uno psicoterapeuta. Ben presto divenne famoso per i suoi libri sulla spiritualità, che coniugavano la religiosità cristiana e orientale con i suoi studi di psicologia.

Tornato in India, cominciò a organizzare numerosi ritiri spirituali, ed era in genere considerato un oratore pubblico di qualità. De Mello ha fondato anche un centro di preghiera in India, chiamato «Sadhana».
Morì improvvisamente nel 1987 per un attacco cardiaco.[1] I suoi lavori sono ancora ristampati, e scritti inediti sono stati pubblicati dopo la sua morte.

Il messaggio spirituale di Padre de Mello[modifica | modifica wikitesto]

Dai suoi libri, caratterizzati da un modo immediato e spesso umoristico di attingere ai grandi contenuti della religione cristiana e delle tradizioni orientali, traspare il messaggio spirituale di Padre de Mello; di seguito alcuni suoi aforismi:

« La vita è un mistero, il che significa che la mente razionale non è in grado di comprenderla. Per questo dovete svegliarvi, e improvvisamente vi renderete conto che la realtà non è problematica: il problema siete voi. »
(De Mello, Messaggio per un’aquila che si crede un pollo, tratto da Il mondo non ha niente che non va, pag. 96, Piemme, 1995)
« La nostra sofferenza ha una causa. Questa è la grande intuizione di Buddha. […] Qual è dunque la causa della sofferenza? L’attività mentale, l’elaborazione dei pensieri. Talvolta la mente riposa; allora tutto va bene. Altre volte però inizia a operare e produce ciò che Buddha chiama l’elaborazione dei pensieri. »
(De Mello, Istruzioni di volo per aquile e polli, tratto da Spezzare le catene, pag. 93, Piemme, 1996)
« Se io vi dicessi che stamattina ho visto una foglia, in realtà non avreste idea di cosa abbia visto. […] In effetti, avete idea di ciò che (non) ho visto. Non ho visto un animale. Non ho visto un cane. Non ho visto un essere umano. Non ho visto una scarpa. Dunque avete una vaga idea di ciò che ho visto, ma non è particolareggiata, non è concreta. “Essere umano” non si riferisce a un uomo primitivo, a un uomo civilizzato, a un uomo adulto, a un bambino, a un maschio o a una femmina, a un’età o a un’altra, a una cultura o all’altra, ma al concetto. L’essere umano in cui ci si imbatte è però concreto. […] Dunque, il concetto indica, ma non è mai completamente preciso; manca di unicità, di concretezza. Il concetto è universale. Quando vi do un concetto, vi do (qualcosa), eppure quanto poco vi ho dato! »
(De Mello, Messaggio per un’aquila che si crede un pollo, tratto da Essere concreti, pag. 132, Piemme, 1995)
« Se vogliamo essere felici, possiamo esserlo adesso, perché la chiave della felicità è nascosta dentro di noi. Essa non dipende dagli avvenimenti che ci capitano ma dal modo in cui li percepiamo e li affrontiamo. »

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L'autore: Marco

Sono Marco Venturi. Docente, ricercatore e imprenditore online. Su www.latuamappa.com condivido idee e mappe mentali per essere più efficaci, sereni e liberi (sopratutto da se stessi :)  

2 COMMENTI

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