La Creatività

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“Quando sei ispirato da alcuni grandi propositi, da qualche progetto straordinario, tutti i tuoi pensieri rompono le loro catene. La tua mente trascende le limitazioni, la tua consapevolezza si espande in ogni direzione, e scopri te stesso in un nuovo, grande e magnifico mondo.
Forze sopite, facolta’ e talenti prendono vita, e scopri te stesso essere una persona di gran lunga piu’ grande di quanto tu abbia mai sognato essere.”  Patanjali, Filosofo indiano – Yoga-Sutras

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3 ingranaggi della creatività

Enrico Sigurtà

I 3 ingranaggi sono una suddivisione utile a semplificare un argomento tanto complesso quanto affascinante come quello della creatività. Essere creativi non è una dote innata ma è una vera e propria abilità  da coltivare.

La creatività è una dote che tutti possiamo allenare e sviluppare. Esistono tantissimi modi per affrontare questo argomento. La suddivisione in 3 ingranaggi è uno di questi metodi, forse il più semplice, e permette in poco tempo di ottenere risultati veramente notevoli.

Il primo ingranaggio della creatività è il proprio stato mentale.

  • Sei convinto di essere creativo?
  • La tua mente ti aiuta a tirar fuori la tua creatività?
  • Chi ti sta intorno blocca la tua creatività o la fa crescere?

Lo stato mentale sono, in sostanza, le tue idee, il tuo rapporto verso la tua creatività e la tua impostazione mentale nei confronti di questa abilità. Ti possono insegnare tutte le tecniche del mondo e tutte strategie possibili e immaginabili, ma se il tuo stato mentale nei confronti della creatività è pessimo, stai tranquillo che non sarai mai una persona creativa.

Il secondo ingranaggio sono le aree della creatività.

Dividere una materia così contorta come la creatività in diverse sotto aree è veramente un azzardo.

Un azzardo che semplifica tantissimo l’apprendimento della creatività e permette anche alle persone più razionali di diventare creative.

Moltissime persone non sono abituate ad essere creative e, in compenso, sono molto molto brave ad essere razionali. Dato che è difficile soprattutto per queste persone apprendere la creatività, inserire processi razionali e semplici permette veramente a chiunque di diventare una persona molto creativa.

Processi quali la ricontestualizzazione, l’associazione di idee e l’intuito sono semplici da applicare e permettono veramente a chiunque di diventare più creativo.

Il terzo e ultimo ingranaggio sono le tecniche.

Le mappe mentali di Tony Buzan, i 6 cappelli pensatori di Edward de Bono e via dicendo. Perché questo ingranaggio viene messo all’ultimo posto?

Perché le tecniche spesso funzionano in ambiti particolari. Ad esempio la tecnica di Tony Buzan è perfetta per chi vuole prendere appunti e organizzare al meglio i propri pensieri. D’altra parte una tecnica del genere non è la migliore per fare un brainstorming aziendale. Oltretutto le tecniche si basano sugli altri due ingranaggi.

Avendo una mente predisposta alla creatività e conoscendo le principali aree della creatività, le tecniche diventano un supporto veramente potente. Senza i primi due ingranaggi qualsiasi tecnica diventa abbastanza inutile.

Diventare creativi è semplice. Serve solo conoscere a fondo questi espedienti e allenarsi, allenarsi e ancora allenarsi. Credi sia noioso l’allenamento creativo? Tutt’altro! Allenare la creatività è una cosa estremamente facile e divertente. E non lo dico solo io. Guarda i bambini. Sono sempre dietro a giocare e a divertirsi.

E mentre fanno queste cose allenano inconsciamente la loro creatività. E lo stesso lo puoi fare tu.

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LA CREATIVITÀ SI ALLENA

Fonte qui

Intuizione e razionalità, due componenti da riunificare per migliorare capacità creative sepolte. L’importanza di un buon training mentale, al servizio del benessere e della crescita personale …

Chi non conosce la differenza tra le potenziali capacità di un PC moderno, l’estensione del suo software ed il suo effettivo utilizzo? Le statistiche dimostrano che in ambito privato addirittura l’80 – 90% di questo potenziale rimane del tutto inutilizzato. Ebbene, lo stesso tipo di rapporto intercorre anche con il nostro cervello.

Esiste dunque una relazione tra ciò che quotidianamente utilizziamo e ciò che rimane inutilizzato? E soprattutto: esistono davvero soluzioni che consentano il risveglio nell’uomo di questo incredibile potenziale? Che cosa ci attende in questi spazi sconosciuti? è questo forse il salto quantico?

Il genio perduto

Studi di varie discipline dimostrano che le decisioni intuitive sono spesso frutto del superamento della sfera razionale. Ciò è confermato anche da un indagine condotta su 3 mila società di medie dimensioni dalla scuola scientifica superiore per dirigenti d’azienda di Coblenza. Il loro sondaggio rivela che nelle decisioni societarie, la percezione intuitiva è spesso più importante di un’analisi dei fatti basata sull’esperienza, come ad esempio la ricerca di mercato.
Allo stesso modo, non è un segreto che inventori, scienziati e ricercatori debbano le proprie idee pionieristiche ad un sogno, ad un “lampo“ improvviso, o comunque quasi sempre a riflessioni irrazionali e non analitiche. Bisogna dire però, che logica e razionalità vengono esageratamente incoraggiate dalla società, quali uniche caratteristiche necessarie e desiderabili.

Quindi proprio a causa del processo di socializzazione, creatività ed intuizione sono destinate ad involversi già a partire dai primi anni di vita.

In realtà ogni uomo racchiude potenzialmente in sé tutta la conoscenza per nuove soluzioni di successo, ma il progressivo assopimento delle sue facoltà percettive comporta un abbassamento tale del livello di attenzione cosciente, che esso finisce per percepire una frazione sempre più limitata degli innumerevoli stimoli ed informazioni che costantemente lo influenzano.

Di conseguenza quando crea, esso non può che limitarsi a migliorare o perfezionare ciò che fondamentalmente già esiste, poiché costretto ad utilizzare informazioni già note che fanno parte del suo bagaglio di conoscenza o di quello di altri.
Solamente attraverso un libero accesso alla propria intuizione quindi, diventa nuovamente possibile richiamare tutto il sapere disponibile e decidere in maniera innovativa ed efficace.

La domanda da porsi dunque è questa: come è possibile realizzare il recupero delle capacità intuitive e lo sfruttamento del proprio potenziale creativo?

La soluzione sta proprio nel cervello.

Una risposta significativa è senz’altro fornita dall’analisi dello schema di funzionamento squisitamente polare del nostro cervello: E’ scientificamente appurato che il cervello è composto da una metà sinistra, deputata al linguaggio e al pensiero analitico, e da una metà destra che guida l’immaginazione costruttiva e l’intuizione.

Ma per le motivazioni già descritte, ogni individuo è portato ad utilizzare l’uno o l’altro di questi emisferi in maniera separata e distinta, sostando prevalentemente nella parte sinistra, razionale, analitica. Si è potuto constatare però che, solo quando entrambe le parti lavorano in sincronia, l’uomo è in grado di attingere nuove risorse/informazioni, analizzarle razionalmente e tradurle nella realtà.
Durante questa fase il tracciato dell’elettroencefalogramma (EEG) dimostra infatti che il cervello incrementa la sua attività utilizzando in modo sinergico i due emisferi, mentre l’analisi delle onde cerebrali evidenzia sia i range di frequenza dello stato di veglia, che quelli del sonno profondo.

Ciò significa che si crea una condizione percettiva ideale che consente, in risposta a domande specifiche, di ricevere informazioni altrettanto specifiche, con il non trascurabile vantaggio di poterle poi elaborare e riordinare analiticamente, partendo da un punto di vista enormemente più ampio.

Il training mentale

Esistono attualmente alcune tecniche di meditazione e training mentale, che insegnano a stimolare il lavoro dell’emisfero cerebrale destro al fine di incrementare le capacità creative di coloro che sono abitualmente portati a privilegiare logica e razionalità a discapito della componente intuitiva. Il soggetto si mette sdraiato o seduto, con gli occhi chiusi, pronto per un viaggio interiore nel quale può ricevere segnali, simboli e immagini immagazzinate nell’inconscio, che verranno poi successivamente decodificate ed elaborate in funzione di un utilizzo pratico nella realtà quotidiana.
Questo tipo di tecniche offrono l’indubbio vantaggio di esplorare realtà più ampie rispetto a quelle rilevabili nella mente conscia, in quanto permettono la ricezione di informazioni di cui solitamente non si è consapevoli, tuttavia, in assenza di una impostazione specifica è possibile che molte di queste informazioni vengano mal interpretate o non comprese, in quanto facilmente viene a mancare l’interazione simultanea con la parte razionale-analitica (emisfero sinistro), unica realtà in grado di riordinare ed elaborare correttamente i messaggi.

Risulta determinante quindi l’integrazione di una programmazione specifica di base, come riscontrabile in alcuni particolari tipi di training mentale di ultima generazione che riescono a indurre un altissimo livello di attenzione cosciente, mantenendo sempre ben sincronizzati entrambi gli emisferi cerebrali.

Riacciuffare la propria parte creativa ed intuitiva è dunque possibile grazie all’esistenza di queste metodiche che, parallelamente all’accrescimento e lo sviluppo delle risorse intrinseche di ogni uomo, offrono anche un opportunità concreta di premere sull’acceleratore della consapevolezza.
Allenare la consapevolezza è il primo passo per allenare l’intuizione. La meditazione, ma soprattutto un training mentale efficiente, può regalarci risultati insperati sia sul piano della creatività, che del benessere e dell’evoluzione personale.

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Stammi al Meglio ciao Marco

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